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Media, Opinione Pubblica e razzismo

Si fa un gran parlare in questi giorni del razzismo in Italia. I media si interrogano, grandi esperti si confrontano, qualche ministro se ne vanta, ecc. ecc.

Una cosa è certa: le potenzialità educative dei media sono molto, anzi troppo spesso, clamorosamente superate dalla loro capacità di influenza negativa. In un paese dove extracomunitario è ormai un'offesa superata grazie alla campagna contro i rumeni, il classico caso da scuola di giornalismo, la notizia del padrone che morde il cane, non vale più, e quindi se si esce dallo stereotipo del violentatore straniero, i giornali danno la notizia così (italiano di 30 anni che stupra e mette incinta una quattordicenne marocchina):

E non abbiamo voluto citare testate xenofobe per definizione (Libero, La Padania, Il Giornale tanto per citarne qualcuna).

A voi immaginare i titoli e gli spazi se la notizia fosse stata a "nazionalità invertite".

e via di questo passo.

Cinque giorni dopo quest'altra notizia ha meritato ancora meno visibilità:

Due italiani uccidono romeno per la polizza. Verona, la vittima, 28 anni, lavorava per la coppia che lo ha assassinato. La donna ha confessato: era lei la beneficiaria dell'assicurazione da un milione.

Mi chiedo come sia percepita dagli immigrati o dai rumeni la loro sicurezza in una nazione di assassini e stupratori (se dovessimo catalogarci con gli stessi criteri con cui noi cataloghiamo i rumeni). Chissà poi se la allegra coppietta ha votato Lega Nord alle ultime elezioni perché spaventata dal problema sicurezza.

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