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Silvan
Submitted by Tinozza on Sun, 07/10/2007 - 09:53Silvan e' un bambino con degli occhi neri grandi grandi. La pelle scura e uno sguardo buono ma fiero, di chi e' abituato a cavarsela da solo. Silvan ama la musica, tanto, ce l'ha nel sangue la musica.
Silvan ha 8 anni, o forse 9.
Lui e' i suoi fratellini hanno avuto l'opportunita' di partecipare a un lungo weekend con tanti altri bambini della Repubblica Ceca, che si sono riuniti per giocare, e divertirsi ad un festival in una piccola cittadina.
Silvan per caso ha visto che nella strada principale del festival, c'e' una tenda. Dentro la tenda ci sono tante persone colorate che parlano strane lingue e sono tanto allegri, e tanto simpatici e gli offrono cioccolato, biscotti, bolle di sapone e Kofola (l'alternativa ceca della Coca Cola). E hanno colori ovunque, perche' a quanto pare lavorano per un'organizzazione che si chiama DUHA , che significa ARCOBALENO. E gli permettono di suonare i bonghi. Silvan e' affascinato da una ragazza e un ragazzo che, accompagnati da chitarra , cantano in una lingua mai sentita prima. Li accompagna a ritmo col bongo. Ci sono altri bambini intorno alla chitarra, ma Silvan piu' di tutti e' catturato ed estasiato.
Silvan nonostante abbia una faccia impaurita, non perde il suo sguardo fiero quando piu tardi , gli viene chiesto se ha preso qualcosa che non gli appartiene. Si, perche' la macchina fotografica della ragazza che suona la chitarra e' sparita, e stava proprio li sul cuscino dove Silvan stava seduto. A Silvan vengono fatte molte domande. Perche' Silvan e' uno zingaro. E gli zingari qui sono la peggior specie in assoluto. Sono una piaga della societa'. La ragazza corre da una parte all'altra alla ricerca della sua macchina fotografica, e chiede a tutti. E quando dice che la macchina e' sparita in presenza di bambini zingari la risposta dei cechi e' un sorriso amaro e un :”benvenuta in Repubblica Ceca”.
Silvan e tutti gli altri bambini simili a lui, con quegli occhi grandi grandi e la pelle scura per alcune ore entrano nel mirino di inevitabili sospetti e indagini. Per molti e' quasi un piacere poter confermare che queste persone altro non sono che un grave peso per la societa'.
Fin quando la macchina fotografica viene individuata sotto la maglietta di un bambino. Della stessa eta' piu o meno. Ma con la pelle di colore diverso.
Alcuni paiono quasi delusi nel scoprire il ladro non e' uno zingaro, ma un insospettabile bambino “puro”che si fa chiamare James.
La ragazza, una volta riavuta la sua macchina fotografica corre da Silvan e gliela mostra, silenziosamente, perche' non c'e' nessuna lingua che li accomuni. E forse, se ci fosse, non ci sarebbe nessuna parola per esprimersi.
Silvan per la prima volta da quando e' entrato in quella tenda perde il suo sguardo fiero. Silvan ora piange, come un bambino. Un normale bambino di 8 anni, o forse 9. Che sia zingaro o no, non ha importanza, o forse, ha tanta importanza. Forse.
Per la cronoca, James mi ha cancellato tutte le foto che avevo nella macchina fotografica.....ma visto come sono andate le cose non mi sono disperata particolarmente. Organizzare questo evento non e' stato semplicissimo... Di notte io e gli altri del mio progetto ci siamo ritrovati a trasportare un divano per un km, sotto la pioggia. Ci siamo dipinti delle magliette, abbiamo disegnato, stampato, ci siamo arrabbiati, abbiamo trascorso ore a discuttere, e alla fine abbiamo creato uno spazio sotto un tendone, dove i bambini potevano trascorrere dei momenti piacevoli insieme a noi, particolari ospiti stranieri. E l'avventura della macchina fotografica in fin dei conti la considero in modo positivo...













