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Riflettendoci meglio, anche
Riflettendoci meglio, anche il secondo motivo di novità in queste elezioni americane, il livello di partecipazione, offre spunti molto interessanti di analisi. Salta agli occhi infatti l'entusiastica partecipazione giovanile al voto e, ancora prima, alla campagna elettorale, l'enorme adesione ai movimenti volontaristici che hanno portato avanti sopratutto la campagna di Obama. In un paese come il nostro, dove la partecipazione giovanile alla vita politica è minima, dove la politica è percepita solo in senso negativo come una cosa sporca, dove i partiti, anche quando si presentano come innovativi e/o rinnovati sono dominati da gerarchie e oligarchie politiche vecchie e autoreferenziali, avvicinare i giovani alla politica ed alla cittadinanza attiva (come nel nostro piccolo cerchiamo di fare anche noi di NUR) è un compito difficilissimo e molto faticoso.
Allora quanto è successo in questi mesi negli USA diventa clamorosamente importante. Di nuovo, come scrivevamo nel post sopra, gli USA possono diventare un modello positivo fondamentale per chi vuole riavvicinare i giovani alla politica, renderli partecipi e attori decisivi del loro stesso futuro. Obama ha quindi anche il merito di aver dimostrato che non è vero che i giovani se ne fregano di chi li governa e del come vengono governati. La passione può essere un motore enorme della partecipazione giovanile perché i giovani siano cittadini attivi e responsabili.