Al via domani la terza edizione della Summer School



Summer school 2015: Figli e nipoti di emigrati tornano in Sardegna per conoscere la terra dei propri avi.
Visitare per la prima volta la Sardegna, la terra che ha dato i natali ai loro padri e nonni, è questo l’obbiettivo del progetto dell’Assessorato Regionale al Lavoro realizzato dalla Filef Sardegna con la collaborazione dell’Associazione Interculturale NUR. La Summer School, così si chiama il progetto, prevede corsi di italiano per figli e nipoti di emigrati della durata di 11-12 giorni intensivi da svolgersi in Sardegna e accompagnati da altre fasi formative socio-culturali in esterna (visite alle istituzioni, alle principali risorse culturali e ambientali, serate musicali...). Quest’anno, dal 16 al 27 giugno, si svolgerà la terza edizione, con l’accoglienza di 18 ragazzi di età tra i 18 e i 30 anni provenienti da Argentina, Brasile, Stati Uniti, Francia e Germania, appartenenti a circoli di sardi riconosciuti e attivi. La scelta di una metodologia dinamica e attiva, basata sull’esperienza della FILEF nel campo dell’educazione non formale e della mobilità giovanile transnazionale, rende gradevoli ed efficaci anche le ore spese in classe a studiare l’italiano quando fuori l’estate invoglierebbe a tutt’altro tipo di “impegno”. Quest’anno la collaborazione con l’Associazione Interculturale NUR permetterà, grazie alla sua esperienza specifica nel campo dell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda e della sua certificazione, di rendere i corsi ancora più professionali e divertenti. Inoltre i ragazzi potranno svolgere, per la prima volta, una simulazione di esame per la certificazione della conoscenza dell’italiano, grazie al partenariato che lega la NUR all’Università per Stranieri di Perugia, uno degli enti certificatori riconosciuti in Italia. Il progetto risponde alla generale esigenza di fornire strumenti fondamentali (la conoscenza dell’italiano e della Sardegna) ai giovani che dovranno prendere nelle loro mani il futuro dei circoli sardi nel mondo. Si tratta anche di soddisfare esplicite richieste emerse dal movimento dei giovani in emigrazione (ad esempio dalla Conferenza di Chia 2011).