Giovani di belle speranze

Abbiamo finito la settimana scorsa con la fase corsuale d'aula del progetto regionale sulla mobilità giovanile. Ad occhio direi che è stato un successo. I partecipanti, noi, i formatori e l'assessorato sono sembrati veramente contenti. Naturalmente ora si tratterà di portare avanti la seconda fase, quella dei progetti da cofinanziare. Bene, ci stiamo lavorando. Intanto abbiamo creato il sito di supporto attraverso cui si lavorerà da ora in poi. Lo trovate qui.
Però la cosa più importante è stata la novità di un gruppo di giovani che non si fa influenzare e che non ha pregiudizi basati sugli incancreniti pessimi rapporti che esistono ormai da troppo tempo in emigrazione fra i vari soggetti. La provenienza da un paese piuttosto che da un altro non ha portato a divisioni e lavorare con coetanei di una associazione di tutela non è sembrato a nessuno un errore da evitare, ma solo un semplice partenariato con qualcuno che può condividere esperienze diverse. Sono lontani i tempi della riunione di Mar del Plata quando un giornalista, che evidentemente aveva scambiato il suo ruolo di cronista per una missione da vecchio saggio (un po' come la vecchia della canzone di Bocca di Rosa), aveva avvertito i giovani di tutto il mondo sardo espatriato che avrebbero fatto meglio a diffidare dell'offerta di collaborazione che una potenziale serpe in seno (il sottoscritto) gli proponeva.
Io sono ottimista!

Comments

dimenticavo di dire: il corso si è svolto secondo le metodologie dell'educazione non formale permettendo ai ragazzi di reggere il ritmo (intenso) senza annoiarsi, anzi, divertendosi molto, e suscitando molta curiosità da parte dei funzionari dell'assessorato, anche se qualcuno secondo me non era proprio convintissimo delle capacità didattiche insite nel far volare un uovo... ;-)