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Messaggero Sardo

Pubblichiamo una comunicazione della Cooperativa Messaggero Sardo in merito alla sospensione della pubblicazione del giornale dell'emigrazione sarda.

Cagliari, 11 maggio 2007

Ai componenti la Consulta regionale dell’Emigrazione
e p.c. Ai presidenti delle Federazioni dei Circoli sardi
Ai presidenti delle Associazioni di Tutela

OGGETTO: Pubblicazione del mensile “Il Messaggero Sardo”

Come Vi è noto l’11 marzo 2007 è cessato il contratto con la RTI costituita da “Videolina S.p.A.”, “Messaggero sardo – Società Cooperativa”, e “Kataweb S.p.A.”, che tre anni fa si era aggiudicata la gara per la realizzazione dei servizi di informazione cartacea, televisiva e telematica, del progetto “Messaggero Sardo”, destinato agli emigrati.

Con il numero di febbraio, quindi, sono cessate le pubblicazioni del mensile che da quasi 40 anni rappresenta il principale canale di collegamento tra la Sardegna e le comunità di sardi sparse nel mondo.

Nonostante sia stata a più riprese, anche in sedi ufficiali, ribadita la volontà di garantire l’uscita del mensile, la cui realizzazione è prevista dall’art. 18 della legge n. 7/91, sono trascorsi tre mesi e non si hanno segnali di una ripresa delle pubblicazioni.

Il Piano Triennale 2006-2008 ha affidato al Comitato dei Garanti il compito di definire un nuovo progetto editoriale del Messaggero Sardo, capace di rispondere meglio alle esigenze attuali della domanda di informazione. Ma non si hanno informazioni sulle proposte del Comitato né delle decisioni di competenza dell’Assessore regionale del Lavoro.

Come Cooperativa, che fin dalla sua costituzione nel 1974, ha garantito con impegno volontaristico e spesso con grandi sacrifici, l’uscita del giornale, avevamo proposto all’Assessore, con una lettera inviata il 25 ottobre 2006, di affidarci temporaneamente la fattura del mensile in attesa che fosse definito il nuovo progetto editoriale. Abbiamo atteso inutilmente una risposta e il 16 gennaio 2007 abbiamo rinnovato la richiesta paventando il pericolo che una prolungata sospensione delle pubblicazioni possa portare alla chiusura del mensile. Nel mese di marzo, in una riunione dell’Ufficio di presidenza della Consulta, l’Assessore ha annunciato che il nuovo progetto stava per essere definito e che era intenzione dell’Amministrazione far uscire subito “Il Messaggero sardo” nella nuova veste grafica, per segnare un distacco dal passato. Sono trascorsi altri due mesi senza che ci sia stato neppure un incontro.

La Cooperativa ha sempre dato la sua totale disponibilità a collaborare, mettendo a disposizione l’esperienza accumulata al servizio dell’emigrazione sarda, come può testimoniare la rappresentante della Consulta nel Comitato dei garanti.

Per l’impegno profuso in tutti questi anni riteniamo di esserci meritati, oltre all’apprezzamento e alla stima degli emigrati e delle loro organizzazioni, anche il rispetto dell’ Istituzioni regionali. Per questo ci siamo permessi di sollecitare una risposta sulle sorti de “Il Messaggero sardo”.

In mancanza la Cooperativa si vedrebbe costretta a predisporre il licenziamento dei dipendenti (uno con contratto a tempo indeterminato che dopo 30 anni di lavoro non ha ancora maturato i requisiti per la pensione, e uno con contratto Co.Co.Co. a progetto). Sarebbe inoltre obbligata a disdire preventivamente i contratti con i fornitori di servizi (prestampa, stampa e allestimento per la spedizione del giornale).

Facendoci interpreti delle preoccupazioni espresse da Circoli, Federazioni e da singoli emigrati con lettere, e-mail e telefonate, che non sanno spiegarsi i motivi che hanno portato alla sospensione delle pubblicazioni, chiediamo che sia la Consulta a sollecitare ufficialmente una risposta all’Amministrazione regionale sul futuro de “Il Messaggero sardo”.

La mancata risposta da parte dell’Amministrazione regionale, in tempi ragionevoli, ci indurrebbe, per norme giuridiche e per ragioni economiche, a provvedere alla messa in liquidazione della cooperativa, dandone, ovviamente, comunicazione – per la stima e l’amicizia consolidate in tanti anni di lavoro – a tutto il mondo dell’emigrazione, consapevoli di avere svolto un ruolo importante, in alcuni momenti fondamentale, non tanto dando notizie su ciò che avveniva in Sardegna, quanto, in maniera più significativa, facendo de “Il Messaggero sardo” il portavoce del mondo dell’emigrazione rispetto alle Istituzioni della Sardegna.