Mythnet Sardinia

IL PROGRAMMA GIOVENTU' Il programma nel quale si inquadra Mythnet Sardinia è il programma della Commissione Europea "Gioventù" che prevede azioni per favorire la mobilità giovanile transnazionale, la crescita dei giovani attraverso esperienze di educazione non formale ed interculturale e lo sviluppo della cittadinanza europea e della cittadinanza attiva. Le azioni principali si distinguono in scambi brevi per gruppi di ragazzi, in progetti individuali di Servizio Volontario Europeo (come il nostro) di durata fino ai 12 mesi, in progetti di iniziativa giovanile e in iniziative di supporto al programma. Per maggiori dettagli suggeriamo vivamente una visita al sito dell'Agenzia Nazionale Italiana Gioventù.



LE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA Il progetto Mythnet Sardinia si svolge ogni anno dal 1998 in tre comunità locali distinte e diverse ogni anno scelte fra i villaggi isolati dell’interno dell’isola fuori dai consueti itinerari turistici. Infatti è proprio una delle caratteristiche principali del progetto quella di svolgersi in paesi piccoli, isolati e con forti problemi di spopolamento. In questi paesi sono rimasti principalmente gli anziani e i giovani perché gli adulti in età lavorativa generalmente sono costretti ad emigrare per cercare lavoro. Le radici agro-pastorali intatte rendono queste comunità ideali per la ricchezza del patrimonio orale che si vuole salvaguardare con questo progetto. Qui è molto forte l’isolamemento sociale e culturale e per i giovani del luogo questo progetto rappresenta una importante occasione di crescita culturale nonché un’opportunità unica di accesso alle politiche giovanili della Commissione Europea. Questa scelta ha permesso di massimizzare l’effetto moltiplicatore dell’impatto locale del progetto. Infatti nei paesi di accoglienza del progetto, negli anni successivi si sono realizzate altre iniziative di accoglienza SVE, numerosi invii e scambi con l’Az.1
DESCRIZIONE DEL PROGETTO
L’obiettivo principale di questo progetto è quello di offrire ai partecipanti, da una parte i volontari europei che faranno un’esperienza di vita in una piccola comunità, dall’altra la comunità ospitante che ha la possibilità di incontrare una cultura diversa rappresentata dai volontari stessi, la possibilità di un incontro inter-culturale di grande intensità. Il progetto è caratterizzato dal coinvolgimento di piccoli centri della Sardegna, interessanti per la sopravivenza di forme culturali (musica, poesia, tradizione orale) da tutelare, minacciate dall'emigrazione intraregionale che spopola i paesi più piccoli. Questi paesi soffrono anche di un isolamento che li esclude dalla partecipazione attiva alla sfera sociale regionale ed europea. E' qui che i volontari svolgono la loro animazione culturale e partecipano alla ricerca sulle tradizioni culturali locali (miti, leggende, canzoni, poesie, favole). La partecipazione attiva dei ragazzi locali favorisce la conservazione di queste tradizioni che successivamente vengono raccolte e distribuite in un CD-ROM sul progetto realizzato dagli stessi volontari europei. Il coinvolgimento dei giovani del luogo attenua l'isolamento in cui questi paesi vivono. Questa esperienza arricchisce i volontari permettendogli di allargare i loro orizzonti attraverso una reale immersione totale in un altro paese. Il volontari coinvolti nel progetto sono dislocati in coppie in tre paesi distinti. Ogni anno i tre paesi cambiano per dare l’opportunità al maggior numero di comunità locali di partecipare. Di conseguenza questo progetto deve essere visto come una sorta di work in progress, una ricerca “itinerante” che vuol creare una banca dati delle tradizioni orali della Sardegna, rappresentandole su una mappa virtuale, nonché prima pagina del CD-rom, sulla quale ogni anno vengono ad aggiungersi nuovi link rappresentanti i paesi coinvolti e, quindi, l’esperienza dei volontari stessi. I volontari vivono nei paesi. Ogni due settimane si riuniscono per due giorni a Cagliari dove, coordinati da un responsabile FILEF, oltre a ricevere la formazione specifica (italiano avanzato, metodologia della ricerca sociale, informatica di base e applicata alla multimedialità), collaborano alla programmazione del lavoro da svolgere nelle due settimane successive. Le ultime sei settimane i volontari si trasferiscono a Cagliari per realizzare il CD-rom. Confrontandosi e collaborando con il gruppo degli operatori FILEF, apprendono metodologie specifiche rispetto alla ricerca sul campo e alla multimedialità. La FILEF, infatti, da diversi anni ormai ha acquisito un’interessante esperienza rappresentata, da una parte dall’esperienza personale e professionale dei propri soci, dall’altra dallo svolgimento di attività che hanno permesso, per esempio, di arrivare a ben 7 edizioni del progetto (con produzione di 6 CD-rom) con risultati tecnici e qualitativi che ci hanno valso numerosi riconoscimenti. Il progetto infatti è stato scelto tra le buone prassi monitorate durante la valutazione dell’Azione Pilota dello SVE. È stato visitato da Geraldine Libreau dell’SOS e da lei in seguito spesso citato come esempio di progetto di accoglienza. È stato scelto dall’Associazione Photographes sans Frontieres per rappresentare l’Italia nel loro progetto di monitoraggio fotografico del volontariato internazionale giovanile. Al fine di un migliore inserimento nella realtà locale, i volontari vengono invitati a partecipare alle attività ricreative del paese, coordinate dal Servizio Sociale. L’assistente sociale inserisce i giovani volontari nelle diverse attività con i giovani locali, bambini ed anziani. In questo modo i volontari possono conoscere ancor più la cultura locale ed arricchirla con l’apporto di nuove idee. Sotto questo aspetto vengono adeguatamente valorizzate le specifiche competenze e gli interessi personali di ogni volontario che partecipa direttamente alla pianificazione delle stesse attività. Il numero ideale di volontari coinvolti ogni anno è di 6, il progetto, infatti, è al contempo un’attività di lavoro in gruppo e un’esperienza a dimensione più individuale. Nello specifico tutte le fasi di coordinamento, formazione, e quella finale di realizzazione del CD-rom si esplicano attraverso un lavoro in equipe in cui tutti i volontari mettono a disposizione del gruppo i diversi apporti in termini di capacità, competenze, esperienze, interessi, entusiasmi ed energie al fine di raggiungere un comune obiettivo. Il gruppo è la forma di interazione tra i singoli volontari che meglio favorisce una sorta di autogestione del progetto da parte dei partecipanti, dove per autogestione intendiamo una partecipazione alle fasi decisionali ed una responsabilizzazione crescenti di pari passo con il rafforzamento del senso di appartenenza ad una squadra, fino alla piena condivisione del progetto nel suo complesso. Ciò favorisce, oltre alla crescita umana dei ragazzi coinvolti, uno sviluppo importante delle loro capacità professionali e delle loro competenze trasversali. L’esperienza delle precedenti edizioni ci ha insegnato che, dato l’alto tasso di creatività necessario alla realizzazione del CD-rom, un gruppo troppo ridotto va incontro a difficoltà molto importanti. È anche per questo che da tempo applichiamo la regola non scritta del numero massimo di due volontari dello stesso paese di origine cercando di creare un gruppo massimamente diversificato nella sua composizione culturale. La fase invece della ricerca sul campo, dell’inserimento e dello scambio culturale, svolgendosi in paesi distinti nei quali i volontari lavorano in due, permette di massimizzare l’aspetto interculturale dell’esperienza e altissimi livelli di coinvolgimento nelle attività per ogni singolo volontario. Lo svolgimento del progetto attraverso queste due dimensioni distinte ma complementari, permette di evitare, nella fase di integrazione e scambio con la realtà locale, fenomeni di autoghettizzazione dei volontari che spesso riducono l’aspetto interculturale dei progetti SVE di gruppo. E peraltro consente il raggiungimento di obiettivi per i quali il lavoro di squadra è un elemento fondamentale. Essendo i soci della FILEF volontari, l’apporto di un gruppo di volontari europei non può che potenziare i risultati che l’associazione persegue nella salvaguardia e promozione della cultura Sarda e nella sua apertura alle altre culture. Il valore aggiunto che i volontari SVE rappresentano per la FILEF, i suoi volontari e i nostri referenti nelle comunità locali è rappresentato proprio dalla ricchezza e dalla varietà culturale che vengono ad arricchire le nostre iniziative in genere e la ricerca sul patrimonio culturale orale in particolare. È stata proprio la partecipazione ad un programma di respiro europeo con volontari stranieri che ha permesso alla FILEF di coinvolgere con facilità i paesi partecipanti negli anni passati. Infine sono tutte le competenze organizzative, amministrative e progettuali della nostra associazione a beneficiare del costante confronto con volontari SVE e associazioni partner in Europa.
ALCUNI DATI
Nelle 7 edizioni fin qui realizzate i paesi ospitanti sono stati 24 per 46 volontari stranieri arrivati da tutta Europa e anche dal Messico!


Hanno contribuito alla realizzazione del progetto in anni diversi come sponsor.